CHI SIAMO

La sezione comunale di Sesto san Giovanni della F.I.D.C. è sorta nel 1939, da un gruppo di appassionati amanti della dea Diana (simbolo della federazione), nonché di San Uberto patrono dei cacciatori. A quei tempi difficili per motivi bellici, riuscirono a formare un consiglio direttivo, regolarmente e democraticamente eletto, con a capo l’allora presidente Michele Bonomi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la sezione che fa capo alla sede Provinciale di Milano; inizia ad aumentare nel numero d’iscritti. Poi la presidenza fu assunta da Elio Albertarelli; che condurrà magistralmente fino ad assumere incarichi in seno al consiglio provinciale di Milano finche le forze l’hanno sostenuto con la sua scomparsa lascia un vuoto in colmabile, di seguito la presidenza passa nelle mani di un altro grande come Andrea Morganti che con sapienza e l’immensa passione che li accumunava tra gli anni 70 – 90 la sezione raggiunse l’apice, il numero degli associati raggiunse le mille unità, e, di fatto, divenne la più importante sezione della Provincia di Milano. Nella crescita della sezione non si possono dimenticare tutti quelli che hanno contribuito a realizzare il nostro museo di fauna selvatica cito alcuni senza ignorare altri di cui Enrico Vitali e con grandi maestrie e professionalità di Tassidermia Aldrighi Franco fornendo esemplari di fauna oggi vanto sul territorio. Nel corso degli anni, abbiamo con orgoglio onorato lo sporto del tiro a volo conquistando il campionato del mondo al piccione con Pellicciari Umberto, il campionato Italiano al piccione con Artioli Rino, il campionato Italiano di fossa olimpica F.I.D.C. da Galbiati Beniamino, il campionato Italiano di tiro all’elica e il campionato Italiano fossa olimpica con Roberto Di Giacomo.

Dopo la scomparsa di Andrea Morganti, il difficile compito della presidenza della sezione è assunto (democraticamente eletto) da Carlo Di Giacomo, che con molta capacità della gestione è riuscito a mantenere viva tra molte difficoltà la fiamma che alimenta la passione per la caccia e per i cacciatori Sestesi. Questa sintesi non deve essere la conclusione della storia, ma il proseguimento.